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Matteo Stefanini, campione di canottaggio amico della IRCCS Fondazione Stella Maris ha fatto visita ai piccoli ospiti di Calambrone

"I limiti sono solo nella nostra testa", è il messaggio a chi combatte l’anoressia

Calambrone - Come si diventa campioni di canottaggio? "Tutto è iniziato con due sedie messe dentro a una barca". Ventisette anni di San Miniato, medaglia d'argento ai mondiali assoluti in Nuova Zelanda, alfiere azzurro ai Giochi Olimpici di Atene nel 2004 e un palmares da vero campione di canottaggio. A parlare è Matteo Stefanini uomo di spicco della voga italiana convocato per gli imminenti Giochi Olimpici di Londra e del suo percorso di conoscenza della realtà del IRCCS Fondazione Stella Maris. Dopo aver assistito allo spettacolo Sogni di Beppe Dati a Santa Croce sull’Arno, il giorno dopo - il 6 marzo - ha fatto visita alle ospiti e agli ospiti della struttura sanitaria di Calambrone. Ad accoglierlo sono stati il Presidente dell’Istituto Giuliano Maffei e il Direttore Generale Roberto Cutajar. Assistendo allo spettacolo ha fatto proprio il messaggio dell’artista compositore e cantante Beppe Dati: “Quando vai alla Stella Maris pensando di dare qualcosa, in realtà torni avendo ricevuto molto di più dai bambini e dai ragazzi e ragazze che incontri”.

 

La visita dello sportivo iridato gli ha permesso di conoscere da vicino le attività dell’Istituto scientifico di cura, compresi il Laboratorio di Neurogeneratica e la Risonanza Magnetica 7 Tesla, la prima attrezzatura a campo ultra alto tra poco attiva in Italia e una delle poche al mondo. 

Matteo Stefanini cosa le rimane di questo incontro? “La visita alla Stella Maris - dice il campione al termine di una giornata importante per tutti - è destinata ad arricchire il mio bagaglio personale. Ritengo verissime le parole di Beppe Dati e le condivido pienamente. Torno a casa con tanto dentro di me”.

Tornerà alla Stella Maris?

“Sicuramente sì anche se penso a cosa potrei dare. Posso mettere al servizio di questo Istituto la mia esperienza sportiva, quello che ho vissuto e maturato nel tempo come campione e soprattutto come uomo. Penso che non sia facile dare qualcosa a persone che vivono la realtà della Stella Maris, Istituto che cura bambini e adolescenti con disturbi neurologici e neuropsichiatrici. Significa che il mio impegno sarà maggiore per loro”.

Nell’incontro con le ragazze che soffrono di anoressia lei ha fatto un’affermazione piena di significato “I limiti sono solo nella nostra testa”, come è arrivato a questa convinzione?

“E’ una convinzione che ho maturato a livello sportivo perché sono riuscito a raggiungere traguardi che all’inizio mi apparivano come inarrivabili. Sinceramente penso che non ci sia età e non ci sia limite mentale come impossibili. Se nella testa vuoi arrivare a quell’obiettivo con pazienza, costanza e serenità ci arrivi”.

A Matteo vanno i nostri in "bocca al lupo", faremo tifo per te.

 

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